Cambiamo argomento. Protesta da parte dei gestori delle piscine attive in provincia di Belluno. Domenica 6 febbraio le strutture resteranno chiuse per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica
sulla situazione di difficoltà che stanno vivendo a causa degli effetti congiunti di pandemia e rincaro delle bollette.
Ad aderire alla manifestazione le piscine comunali di Longarone, Pedavena, Pieve di Cadore e Santa Giustina, quella comprensoriale di Agordo e quella privata di Pelos di Cadore, in coordinamento con gli enti locali proprietari e la maggioranza degli impianti del Veneto e nazionali «Un’iniziativa – spiegano i promotori della mobilitazione – che ha lo scopo di alzare un forte grido di allarme a tutte le istituzioni, in particolare al Governo nazionale e alle Regioni sulla situazione drammatica in cui si trova l’intero comparto. Le risposte concrete che abbiamo presentato – la sottolineatura – sono rimaste inascoltate a livello nazionale e regionale» Da qui la richiesta di ristori economici, estensione dell’ecobonus 110% anche agli impianti natatori e una soluzione per abbassare le bollette.