Condannato a quattro anni e mezzo di reclusione un imprenditore dell’Alpago. Con l’azienda sull’orlo della bancarotta, aveva ceduto con l’inganno le quote dell’impresa a un senzatetto, che aveva firmato convinto di siglare un contratto di assunzione.
L’uomo, che nelle intenzioni dell’imprenditore avrebbe dovuto servirgli da prestanome per evitare guai giudiziari, è stato assolto. Il tribunale ha riconosciuto la sua estraneità rispetto ai fatti per i quali è stato invece condannato il titolare dell’azienda.
Azienda che, come ha ricostruito la Procura, produceva false fatture su operazioni inesistenti che coinvolgevano un’altra ditta con sede in Croazia.