Brexit. Le novità per i connazionali spiegate dall’Inas Cisl Uk

05.02.2020   |   pubblicato da Simone Tormen

Brexit
Cosa cambia con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea? A fare il punto della situazione sulle novità che si accompagnano alla Brexit è l’Inas Cisl Uk nella sua ultima newsletter. «L’uscita – spiega il patronato – non provoca dei cambiamenti imminenti se non quelli riguardanti l’organigramma e la struttura politica britannica. I membri inglesi all’interno del Parlamento Europeo, infatti, hanno perso i loro seggi, il Regno Unito non potrà più partecipare agli incontri europei e deve subito iniziare le negoziazioni commerciali con i vari Paesi, il dipartimento per la Brexit inglese è stato chiuso, il passaporto britannico è tornato all’iconico colore blu e oro».

Intanto, però, comincia una fase nuova. «Dal primo febbraio 2020 – prosegue la nota Inas – inizia un periodo di transizione che durerà fino al 31 dicembre 2020 e durante il quale il Regno Unito è tenuto a rispettare i trattati europei. Formalmente, quindi, tutto rimarrà immutato fino alla fine del 2020. I diritti degli europei nel Regno Unito e dei britannici in Eu rimarranno gli stessi per tutto il 2020. Ardua, invece, sarà l’impresa per il Parlamento britannico che, in 11 mesi, dovrà rinegoziare circa 600 accordi commerciali: dall’Erasmus al roaming, dalle tariffe doganali all’immigrazione, dal movimento dei cittadini all’assicurazione sanitaria. Se il Regno Unito non dovesse riuscire a stipulare tutti gli accordi entro la data prevista, probabilmente, sarà richiesta la posticipazione del periodo di transizione».

Nella newsletter, il patronato offre poi indicazioni su due delle questioni che maggiormente preoccupano i connazionali nel Regno Unito: viaggi e assicurazione sanitaria.

Viaggi
«Si potrà viaggiare da e per il Regno Unito con Passaporto e Carta d’identità per tutto il periodo di transizione. Dal 2021 (non vi è ancora una data specifica) la carta d’identità non verrà accettata per viaggiare nel Regno Unito. Al momento non vi è nulla di certo sulla necessità di avere un visto per chi vorrà entrare nel Regno Unito dopo il periodo di transizione. Anche questo sarà un argomento che sarà rinegoziato nei prossimi mesi».

Assicurazione sanitaria
«Per tutto il periodo di transizione (fino al 31 dicembre 2020), non è in programma nessun cambiamento per quanto riguarda l’assistenza sanitaria. Per averla, dunque, è necessario possedere la normale tessera sanitaria europea che permette ai cittadini europei in terra britannica di ricevere cure e assistenza di base negli ospedali pubblici. Cosa accadrà sul campo dell’assistenza sanitaria dal 2021 sarà stabilito durante il periodo di transizione in quanto parte di uno dei 600 accordi ancora da stipulare».

Il patronato ricorda infine che «per chi vive già nel Regno Unito e volesse rimanere dopo il 31 dicembre 2020, è necessario fare domanda di Settled o Pre Settled Status. Inas Cisl Uk – conclude la nota – può aiutarvi nella presentazione della richiesta seguendo la procedura passo dopo passo». 

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