Aperto il concorso di idee per il nuovo logo della Diocesi di Belluno-fel

13.01.2020   |   pubblicato da Marco Crepaz

Appello alla creatività bellunese mondiale. La Diocesi di Belluno-Feltre ha indetto un concorso di idee per la «creazione di un elaborato grafico» – cioè di un logo – «che la contraddistingua e diventi segno identificativo nei diversi supporti e strumenti che ne comunicano le attività, proponendone il suo “volto”». Potranno partecipare al concorso anche i bellunesi residenti all'estero e i discendenti di bellunesi.

Perché un logo? Risponde don Davide Fiocco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della comunicazione e la cultura: «È uno strumento sempre più richiesto nella comunicazione, per ogni genere di stampato, dal manifesto alla carta intesta, e soprattutto per le pagine web». Perché un concorso? Un gruppo di lavoro ha lavorato dall’estate scorsa: oltre alle persone citate in questa pagina, vi hanno fatto parte Chiara Casoni e Nicolò Tuttolomondo. Dalla riflessione che ha preparato il concorso, è emerso che «la realizzazione del logo può diventare occasione per una riflessione sul cammino che la Chiesa di Belluno-Feltre sta compiendo», fissando nell’immagine una risposta simbolica a domande importanti: «da dove vengo? dove mi trovo? dove vado?».

Il vescovo Renato ha richiamato l’unanime richiesta di implementare in ogni direzione la comunicazione della Chiesa, come è emersa durante le assemblee autunnali in diocesi. Ai partecipanti viene chiesto «di rappresentare il volto della nostra Chiesa non solo con un bel disegno, ma con un tratto che indichi le linee essenziali della storia e della vita della nostra comunità diocesana, del suo territorio, delle tante tipicità che, superando la frammentarietà, devo convergere in unità».

Alessandro De Faveri, esperto di comunicazione su web, rammenta che la partecipazione al concorso è aperta a professionisti della grafica, del design e della comunicazione, che dovranno dimostrare di svolgere questa da almeno tre anni. «La scelta è dovuta al fatto che un logo non è solo un tratto di penna, ma ormai deve avere caratteristiche grafiche particolari che richiedono la competenza di un professionista». Un particolare: il concorso è aperto su base nazionale, ma potranno parteciparvi anche discendenti di bellunesi emigrati all’estero: l’Associazione Bellunesi del Mondo ha accolto con entusiasmo la proposta di collaborazione con la diocesi, per diffondere il bando e per attestare l’effettivo legame del professionista con i discendenti degli emigrati.

In quanto storico dell’arte, anche don Luca Sartori ha collaborato alla stesura del bando. Tre sono le indicazioni suggerite ai partecipanti, come sintesi del cammino storico e attuale della diocesi: in primo luogo, il territorio montano, nel cuore delle Dolomiti: esso comporta una dispersione in numerose piccole comunità, che cercano contatti e comunicazione tra loro; non solo monti, ma anche vallate nelle quali scorre l’acqua di torrenti, che confluisce in un unico fiume, ma che è anche segno di un sacramento. In secondo luogo, i simboli iconografici dei patroni della diocesi, san Martino e i santi Vittore e Corona, un santo della carità il primo, due martiri il secondo, uniti dalla fede e legati anche dall’amicizia cristiana di Corona con l’amico del marito. In terzo luogo alcuni tratti di arte tipici della nostra terra: la rappresentazione dell’Ultima Cena e il calice del diacono Orso, uno dei calici eucaristici più antichi dell’Occidente. «Un’ampia coppa che simbolicamente raccoglie in sé tutta la storia della nostra Chiesa locale».

La giuria insediata dal Vescovo è così composta: don Davide Fiocco, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale della comunicazione e della cultura (presidente); Daniele Balcon, esperto di design; Elisa Beordo, architetto; Matteo De Boni, docente di storia e filosofia; Chiara Lacedelli, illustratrice; Dunio Piccolin, artista; don Luca Sartori, storico dell’arte.

Cliccare qui per scaricare le modalità di partecipazione e la scansione temporale del concorso

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