Profughi ucraini via da Belluno: scontro tra maggioranza e opposizione in consiglio comunale

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Dovranno lasciare Belluno 48 dei 64 profughi ucraini attualmente ospitati nell’ex caserma dei vigili del fuoco di Mussoi. La struttura, infatti, sarà interessata da lavori finanziati con il Pnrr, operazioni che prevederanno la demolizione di una parte dell’edificio.

Sedici persone hanno deciso di restare, 48 saranno trasferite in un centro di accoglienza in provincia di Vicenza. È quanto deciso lunedì in un vertice in prefettura, dopo che il Comune non è riuscito a individuare sistemazioni alternative.

«Non sono stati trovati immobili dove poterli accogliere – il commento del sindaco, Oscar De Pellegrin – a quel punto, è stato necessario contattare la Regione. Sapevamo fin dall’inizio che la sistemazione sarebbe stata provvisoria, ma speravamo di trovare un’alternativa nel frattempo. Così, ad oggi, non è stato. Tuttavia – promette il primo cittadino – nessuno resterà indietro, i nostri sforzi sono tutti rivolti in questa direzione».

Protesta la minoranza in consiglio comunale: «L’allontanamento repentino di queste persone già duramente provate dall’aver dovuto lasciare le proprie case e, spesso, anche parenti e amici – lamenta l’opposizione – non fa altro che aumentarne il dolore e il disagio». Preoccupazione, in particolare, viene espressa per i bambini che stavano frequentando le scuole in città. «Da tempo si sapeva che sarebbero iniziati i lavori all’ex caserma. Non ci si poteva – si chiede la minoranza – attivare per tempo?»

«A rimetterci – sottolinea l’ex sindaco e ora consigliere di opposizione, Jacopo Massaro – non saranno soltanto queste persone provate dalla guerra, ma anche la Sersa. La società, infatti, per tutti questi mesi ha provveduto a preparare i pasti per gli ospiti dell’ex caserma. Ora, con la loro uscita dal territorio – mette in luce Massaro – Sersa perderà 40 mila euro di entrate».